Attrazione fatale fra dominicani ed italiani.

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La prima strada della prima città della prima colonia spagnola in Sud America. A Santo Domingo. Qua incominciò il casino.

Ci devono essere motivi profondi che spiegano l’attrazione che quest’isola di Santo Domingo esercita sugli italiani, oltre a quanto già detto nel post sugli italiani a Santo Domingo . Non bastano le donne belle e facili,  la mancanza di un trattato di estradizione,  il clima buono, l’aria dei Caraibi.

Vi e’ certamente altro.  A Santo Domingo vi e’ una quasi totale mancanza di regole.  Ognuno fa quel che vuole.  Le leggi sembrano essere poche,  semplici,  facilmente aggirabili e la corruzione risolve il resto dei problemi.

I dominicani sono di carattere facile e ampliamente flessibile e non soffrono della terribile malattia,  cosi diffusa in America Latina,  del nazionalismo. Non hanno nessun complesso di inferiorità nei confronti degli stranieri, come invece succede spesso nel continente. Quindi lo straniero non è fonte nè di ammirazione, nè di disprezzo. Non gli viene dato molto peso; contano i suoi soldi, non lui stesso.

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Si guarda il cricket alla televisione, nella bottega bar del paese, il sabato sera. Come in Italia il calcio negli anni ’60.

Lo straniero a Santo Domingo  si sente doppiamente libero.  Fa quel che vuole e non si sente preso di mira in quanto straniero.

Gli italiani poi,  così insofferenti delle regole ed amanti dei sotterfugi fantasiosi per ingannare lo Stato, trovano qua un paradiso.  Respirano a pieni polmoni e trafficano felici. Non tutti gli italiani,  ovviamemte,  ma quella vasta fetta di arruffoni, arraffoni, faccendieri,  filibustieri,  evasori,  individualisti,  paraculi,  sbruffoni che son venuti in abbondanza.  Aprono e chiudono attività, assumono e licenziano con lo schioccar delle dita,  evadono l’evasibile,  corrompono e mentono.  Il mondo e’ loro,  fategli largo.

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Vecchietto dominicano. Normalmente sono incazzosi e dalla lingua lunga.

Un esempio perfetto della mancanza di regole della Repubblica Dominicana è quello del regime dei visti. Non ce n’e’ bisogno per entrare e per starci 30 giorni.  Se ci stai di piu (anche anni ed anni) basta pagare una modesta cifra all’uscita.  In questo modo non sarai  mai un clandestino. E, da poco,  puoi ottenere il visto,  pagando quella cifra, anche se hai il passaporto scaduto,  cosa che avviene a molti latitanti.  Più comodo di cosi….

Ma vi e’ ancora dell’altro.  I Dominicani,  almeno quelli che entrano in contatto con  i turisti,  sono assai proclivi alla bugia ed alla truffetta.  Nei negozi i prezzi sono stabiliti secondo il tipo del cliente. Se straniero paga moooolto di più.  Perfino nei supermercati i prezzi affissi sono per i turisti.  Gli acquirenti locali hanno un bello sconto.  In generale vi raccontano sempre un sacco di balle,  quasi piu’ per il piacere di raccontarle che per l’eventuale vantaggio che ne possono trarre. Vi fermano per la strada e si improvvisano ciceroni in luoghi sprovvisti di ogni interesse. Non vi vendono la Fontana di Trevi perchè non sta lì.

Son capaci di chiedere prezzi spropositati per i trasporti o le escursioni.  Negli alberghi vi dicono un prezzo eppoi lo alzano al momento di pagare,  oppure vi fatturano un paio di notti in piu’.  Chiedete un pesce lesso e ve lo portano fritto, cercando di convincervi che e’ lesso. Al conto del ristorante viene spesse aggiunto il 10% di servizio e il 18% di tasse. Tutto insieme fa il 30% in più di quanto scritto sul menu. Come se quelle tasse le pagassero!!

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Architetture caraibiche. Un pò frufru, ma rallegrano l’animo.

Inoltre hanno la lingua lunga,  scherzano molto, si prendono in giro fra di loro, rispondono in rima alle battute.

Sono, insomma, bugiardi,  furbastri, salaci, sfrontati. Non vi sembra il ritratto anche degli italiani? Due popoli cosi’ simili finiscono sicuramente per affratellarsi e convivere facilmente!!

Ed in effetti va a finire che a parte le frequenti incazzature dovute alle truffette più che quotidiane, a Santo Domingo si finisce per starci bene e a proprio agio, circondati da un’atmosfera molto rilassata e quasi familiare. Ci si diverte con i dominicani, si ascoltano le mille storie degli italiani. E le giornate scorrono fluide nel torpore tiepido dei Tropici.

2 pensieri su “Attrazione fatale fra dominicani ed italiani.

  1. Ma guardi, in alcune cose, li do pure raggione, ma non può fare di tutto, erba un fascio, io sonò di las terrenas, è lì posso diré che il dominicani, sanqui panqui, sicuramente è così, bugiardo, per il suo torna conto ma leí dovrebbe conoscere, anche il dominicano, vero quillo, che con grande orgoglio, non fa che dare senza aspettare niente, e anzi si ofende se insiste, a darli qualcosa!!

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    • Ma certo che ci sono e probabilmente sono anche molti, moltissimi. Ma, vede, succedono due fatti. Il primo è che i truffatori sono i primi che si avvicinano agli stranieri, appunto, per truffarli. Il secondo è che una persona onesta che viene a contatto con uno straniera diventa 19 volte su 20 truffatore. Perché lo straniero è culturalmente visto come uno stupido da spennare.

      Va quindi a finire che lo straniero sarà sempre circondato da truffatori ed i molti onesti nemmeno li vede.

      Del resto il turismo è un cancro dell’umanità e questi sono gli effetti.

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