Isole isolate, Sao Tomè e Principe

Il centro coloniale di Sao Tomè.

Paese minuscolo, perso, sconosciuto agli italiani. Con una triste storia dietro, un presente difficile ed un futuro molto incerto. Ma affascinante e consigliatissimo per un viaggio veramente non ovvio. Sensazioni molto piacevoli.

Si tratta dell’isola di Sao Tomè e di quella di Principe che, insime compongono l’omonima Repubblica indipendente e sovrana. Sta sull’Equatore, nell’Atlantico, a qualche centinaio di chilomentro dalle coste africane. Vi si parla il portoghese (fu colonia portoghese) ed un pò di francese (il paese più vicino è il francofono Gabon).

La natura è sorprendente: Sao Tomè è abbastanza più piccola del comune di Roma; è rotondeggiante e se si percorre la strada che ne fa il giro si resterà stupiti. A seconda del lato dell’isola e quindi delle piogge, la vegetazione passerà da rigogliosamente equatoriale a siccitosa con mini savane. Le coste sono spesso aspre, scoscese, nere, ma con deliziose baie che ospitano spiagge di ciottoli grigi od addirittura di sabbia bionda.

Dalla foresta spunta un Cao, curiosi pinnacoli di roccia alti decine di metri.

E’ un’isola ritta ed una montagna di oltre duemila metri la domina; nelle parti alte le piogge sono frequentissime e la vegetazione è intensa, verdissima, gocciolante di umidità, emozionante, fra cascatelle e dirupi. Un angolo dell’isola è così impervio che non è stato possibile completare (con le poche risorse disponibili nel paese) l’anello della litoranea. Anche i sentieri son pochi. Molti e particolari gli uccelli, mi dicono.

Curiosissimi sono i Cao: guglie di roccia vulcanica che si innalzano dal suolo; il più alto misura 300 verticali e lisci metri e fu scalato per la prima volta anni fa da un gruppo di alpinisti italiani.

La spiagga “Praia Banana” a Principe.

Ma non solo natura. Anche la capitale si chiama Sao Tomè ed ha un minuscolo ma gradevolissimo centro coloniale che riporta al Portogallo, alle Azzorre, a quel modo così tipico che avevano i portoghesi di costruire nelle colonie. Ed ancora più interessanti le residenze e i centri aziendali delle numerose grandi fattorie coloniali specializzate nella produzione di cacao. I coloni portoghesi vi ricreavano frammenti del loro paese. Costruite fra fine ‘800 e inizi’900 sono pezzi di Europa meridionale nella foresta equatoriale. Alcuni edifici sono in assoluto degrado, altri sono stati recuperati e stupiscono per la loro incongruità in quei luoghi. La cura dell’ambiente si spingeva a piantare chilometri di siepi ornamentali lungo le strade che atteraversano le fattorie, come fanno con le ortensie nell’isola di Flores nelle Azzorre.

La gente è tranquillissima, gentile ed estremamente calma; del resto è tutto così piccolo che la fretta non avrebbe senso. E sta soprattutto qui il fascino di Sao Tomè; di essere una specie di stato lillipuziano dove tutti si conoscono. Una piccola città di provincia che è diventata Stato, con le sue leggi, il Governo, le ambasciate, le forze armate, la dogana; ma tutto fatto in famiglia. Per fare un esempio: il Presidente più duraturo era un venditore ambulante  (in moto) di pesciolini da frittura che comprava ai pescatori e barattava con il cacao dei contadini, in montagna, per poi rivenderlo agli esportatori. Tutti lo conoscevano e venne eletto.

Atmosfere raccolte, intime, casalinghe; anche il turista si sente a casa propria, vien voglia di dare del tu a tutti.

Così finisce la strada che fa il giro (incompleto) dell’isola.

Non ci sono folle  di turisti a Sao Tomè; più frequentemente portoghesi soprattutto da quando venne pubblicato il romanzo Equatore ambientato a Sao Tomè e che ebbe un enorme successo; disponibile anche in italiano ne consiglio la lettura prima o durante il viaggio. Ci sono comunque un certo numero di sistemazioni di vario livello e prezzo, generalmente soddisfacenti. Non poteva mancare l’albergo di un italiano che vive là da decenni. Il modello più frequente di turismo consiste nel fare base fissa in un albergo e girare l’isola come si vuole, affittando una macchina o prendendo per la giornata i numerosi taxi disponibli. La macchina si affitta sul posto o attraverso l’hotel, non vi sono agenzie ufficiali. Il cibo è semplice e buono, i prezzi non modestissimi, visto che tutto viene da lontano. Una settimana passerà con grande tranquillità. Volendo si può anche andare qualche giorno a Principe, dove non c’e’ veramente niente, salvo alcune spiagge clamorosamente belle.

Tutto molto bello, tranquillo, piacevole. Poi vi è il lato oscuro di Sao Tomè.

 

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