Bulgaria si, ma perchè?

Frequentissime le strade alberate.
Frequentissime le strade alberate.

Paese poco turistico, è da consigliare di tutto cuore, anche per la sua gente.

Non c’e’ niente di assolutamente eccezionale, ma vi è un’aria di vecchi tempi, di speranza di un futuro migliore, di residuo di una vita che altrove non esiste più.  Quindi un viaggio quasi più sentimentale che turistico.

E in un’atmosfera da Balcani profondi che già di per se si presenta come ben differente rispetto a quella comune degli europei occidentali. Le influenze ottomane sono enormi: l’architettura strana che sa di Austro-Ungheria ma che non lo è affatto; l’impianto urbanistico contorto e delizioso, rotto com’e’ da moschee, chiese, mercati, giardini. E pur essendo ricco di brutti edifici monumentali ottocenteschi, questi sono contornati e resi più leggeri da stradine alberate che fanno quasi della città un luogo di campagna.

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Il teatro di Plovdiv.

Insomma, siamo pienamente in Europa, ma il vento orientale vi ha soffiato a lungo e vi ha lasciato una languidezza difficile da descrivere, ma immediata da sentire. Si avverte una saggezza del vivere quotidiano che mai si trova nelle città occidentali.

E per quanto quella ottomana fosse dominazione, par di capire che non schiacciò più di tanto ed, anzi, portò elementi di tolleranza e di coabitazione fra popoli. Cristiani, mussulmani, ebrei, slavi, turchi, gitani, impero russo, impero ottomano, impero sovietico, socialismo, capitalismo, mafia. Mille elementi diversi e contrastanti che si intrecciano nelle terre balcaniche. In Bulgaria sembrerebbe che questi elementi hanno ormai trovato la pace.

Chiesa di Nesebor.
Chiesa di Nesebor.

Ed in campagna, i paesi, fatti di case quadrate, solide e grandi, mai appoggiate le une alle altre, ma invece separate dagli orti ricchi di alberi da frutta e di noci. In questi orti si ritrova l’incanto del giardino chiuso, privato, in cui il guerriero o il commerciante turco si riposava con la sua famiglia dopo le fatiche delle guerre e dei viaggi in contrade sterili e polverose. E dove invitava volentieri amici e sconosciuti secondo la regola orientale del dovere di ospitalità, così poco presente da noi.

Sono le atmosfere da ricercare in Bulgaria, non i grandi monumenti. Certo, è tutto un pò povero, sporco, sciagattato; ma non è forse proprio così la vita stessa?

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Vigorose le foreste di conifere sui monti Rodopi.

Ma anche atmosfere più moderne. I centri di Sofia e di Plovdiv hanno delle zone con una quantità impressionante di deliziosi locali moderni. Barretti, ristorantini, posticini estremamenti rilassanti, gradevoli, accoglienti, intimi, caldi, ben arredati, con gusto moderno. Niente di pretenzioso, di pacchiano, di sborrone. Il genere di locale che si vorrebbe avere sotto casa per andarci tutti i giorni. Ed il fatto che un popolo così marginale e bistrattato come i bulgari riesca a creare dei luoghi così carini è una bellissima scoperta. Attenzione: non mi sto riferendo ai bar classici delle passaggiate centrali delle due città (Sofia e Plovdiv), pur piacevoli, ma alle stradette intorno.

Sofia non offre molto, apparte un Museo Archeologico con pezzi Traci meravigliosi, molte chiese ed un bel mercato (quello “delle donne”, non quello centrale). Plovdiv merita molto di più: l’ippodromo e il teatro romani, la città vecchia sono da non perdere.

Tristissime ed ovunque le bancarelle a Sunny Beach.
Tristissime ed ovunque le bancarelle a Sunny Beach.

I monti Rodopi mi sono piaciuti molto. Senza cime dolomitiche, sono ricchi di fiumi e di pascoli. E delle foreste di conifere fra le più belle che abbia mai visto. Il clima è favorevole e lo sviluppo degli alberi impressionante. Purtroppo i paesi sono un pò bruttini, bisogna cercar bene. Alcuni centri termali. Assolutamene eccezionale, invece, il paesino di Kovachevitsa, che merita un post a parte. Carino anche Shiroka Laka, con il suo liceo musicale dedicato alla fisarmonica e alla cornamusa.

Resta il problema del Mar Nero. Andarci o non andarci? In alcuni punti (Sunny Beach, Sozopol) è una specie di Riviera Romagnola e quindi no. Ma altrove ha anche un suo fascino decadente, a Burgas con grandi parchi sul mare e passeggiate da pensionati. Oppure il delizioso paesino di Nesebar, purtroppo contaminato dal turismo d’assalto. O Varna, la città più importante e vivace. Molti turisti russi o comunque slavi. Vi è molto da osservare.

Si gira bene in bus; frequenti, diffusi e in orario. Ma il meglio è avere una macchina.

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Il paesotto di Shiroka Laka.

Ripeto, paese poco turistico. Può succedere di avere cartelli, insegne, menu in solo cirillico. Una studiatina previa a quell’alfabeto può essere consigliabile. Ed utile, perchè la lunga presenza romana ha lasciato un sacco di parole per noi comprensibili.

Prezzi molto, molto contenuti. rapporto qualità/prezzo eccellente. Cucina eccellente. Sicurezza sembra molto buona, da temere solo i borseggi.

La cucina bulgara

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Zuppa di trippa.

Par di capire che l’eccellente cucina bulgara si basa su quattro caposaldi.

In primo luogo le zuppe, molto numerose. Per l’estate vi è la deliziosa Tarator: fredda a base di yogurt e cetrioli. Sempre presenti quella di fagioli e quella di trippa. Poi le altre. Sono tutte piuttosto liquide, ma con degli elementi solidi abbastanza grossi dentro: pezzi di cetriolo, polette di carne, fagioli interi, brandelli di pesce o di trippa. Sono quindi dei “mangia e bevi” . Quasi tutte deliziose, che fanno bene al corpo e all’anima. Evidenti gli influssi delle ciorbe turche.

In secondo luogo le insalate. La più comune è simile a quella greca, ma con il formaggio

Terrina di trippa e funghi con il formaggio.
Terrina di trippa e funghi con il formaggio.

grattugiato invece che a pezzi. Altre sono comunque tipo “del contadino”, molto basiche. Vi entrano anche ortaggi grigliati, soprattutto i peperoni dolci. Ogni ristorante ne ha una bella sfilza nel menu.

In terzo luogo, gli spezzatini in umido, spesso in terrina. Carne, pesce, pollo, molte frattaglie. Molto spesso con il formaggio fuso sopra. Abbastanza umidi, al limite del cucchiaio. Saporiti, non molto piccanti. Aria di cucina contadinissima. Buoni, semplici, amichevoli.

In quarto e centrale luogo, la carne alla brace. Molto spesso carne macinata con cui fare polpette lunghe o polpettoni anche ripieni di formaggio. Molte le salsicce

Polpettone ai ferri con ripieno di formaggio.
Polpettone ai ferri con ripieno di formaggio.

diverse. Il tutto mi è parso un pò scipito ed un pò troppo umido. Anche maiale ai ferri e agnello frequente.

Molto importanti anche gli antipasti sia freddi con pochi, ma molto buoni, insaccati e qualche formaggio fra cui uno che ha lo stranissimo nome di casc-caval e di cui non son riuscito a capire la probabile parentela con il caciocavallo. Sia caldi con grande abbondanza di frattaglie: lingua, fegatini e cuoricini di pollo, trippa, formaggio fuso. Ho provato sia della trippa che della lingua al burro che da soli meritavano il viaggio in Bulgaria.

Sovrano il formaggio e lo yogurt, entrano dappertutto. Dai formaggi non sono stato molto impressionato. Lo yogurt è quello

Yogurt di pecora con miele.
Yogurt di pecora con miele.

tipico loro, fatto con il Lactobacillus bulgaricum. Ho mangiato dello yogurt di pecora con sopra del miele millefiori; da commozione. Importantissimo il miele, molti i negozi specializzati.

Deludente il settore forno. Al ristorante il pane va chiesto a parte e bisogna indicare il numero delle fette che vuoi, di un misero pane a cassetta. Oppure ti portano una pita normalmente bruciacchiata. Dolci di evidente origine turca, come succede in Grecia, che non mi hanno lasciato nessun ricordo.

Vini degnissimi di stare in paragone con discreti vini italiani.

 

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Rondelle di mele fritte con miele e noci.

Purtroppo non pare che ci sia un orgoglio della cucina nazionale. Moltissimi i ristoranti e con menu molto variati; ma sembra che sia un punto di onore metterci per forza il massimo di piatti italiani come pasta e pizza. Bisogna quindi cercare nelle pieghe del menu per trovare i piatti locali.

La pizza è una vera e propria piaga nazionale, sembra che non vivan d’altro. Ed è praticamente l’unico cibo di strada che ho visto. Buona la frutta, bruttina, ma saporita.

Ben fatta la pagina di Wikipedia al riguardo.

Kovachevitsa, un gioiello

IMG_20160617_115414Colpisce di Kovachevitsa la straordinaria architettura rurale, delle case comuni. Si tratta di un villaggio di poche centinaia di abitanti sui margini dei Monti Rodopi, in Bulgaria.

Sono case costruite fra la fine del ‘700 e la metà dell’800. Alcune sono in abbandono, altre sono state ben restaurate, altre ancora, e spesso con contributi europei, sono un pò truccate od addirittura leziose.

Ma il complesso è potentissimo, l’omogeneità molto elevata, l’effetto portentoso.

Il modello è quello normale per i paesi bulgari: grandi case grossomodo quadrate, IMG_20160617_131121isolate e separate da strade non rettilinee e da orti con grandi alberi. Ma  Kovachevitsa si è data uno stile architettonico del tutto peculiare. Il primo e, a volte, il secondo piano di pietra a vista. Lastre di scisto abbastanza sottili. Il piano superiore parte in pietra intonacata bianca e parte in legno scuro con grandissime verande su cui si affacciano le stanze. La veranda è spesso aggettante e sostenuta da pali. Le stanze superiore sono IMG_20160617_115043un pò disassate rispetto a quelle inferiori in modo da provocare il curioso e molto comune effette nei Monti Rodopi di “scatole mal sovrapposte”.

Stradine in salita, tortuose, acciottolate.

Ancora poco turisticizzzato, almeno durante la settimana. Alcune case offrono ospitalità: meglio andare dalle donnine piuttosto che nei due “alberghi” ufficiali, che fanno anche da ristorante. Da evitare, per maleducazione, quello chiamato White house. Una bottega, un bar, un inaspettato ufficio postale. Accoglienza, in generale, ruvida. Ma il paese è magico, lo dicono le foto. Un buon fotografo IMG_20160617_110342farebbe miracoli.IMG_20160617_131129

Viva i Bulgari.

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La grande delicatezza di mettere un bicchiere a disposizione dei passanti assetati.

Cercando di risollevare le sorti dei maltrattati Bulgari vediamone i numerosi lati positivi.

E’ vero che a prima vista sembano simpatici quanto un calcio nelle palle; ma, riflettendo, par di capire che stanno molto sulle loro e ciò è comprensibile dopo tutto quel che hanno passato nella storia. In effetti i giovani e le persone colte sembrano molto più aperte. Comunque sia, in caso di bisogno, ti aiutano. Basta chiederglielo con decisione.

Anche l’ultimo dei choschi ti da lo scontrino fiscale. Quindi non sono degli evasori compulsivi come gli italiani. Lo stesso. però, non succede negli alberghi.

Si fidano. Quando ti danno da bere al bar o lo spuntino al tavolo non vogliono affatto i soldi, come i meschini bottegai italiani. Aspettano che tu abbia finito e poi li paghi con comodo; dei veri signori.

I bulgari mangiano benissimo. Raramente ho trovato una cucina così vera, reale, attenta agli ingredienti poveri, gustosa e variata. Una vera meraviglia. La cucina bulgara si merita un post a se stante.

Non se la tirano. Sembrano persone semplici, educate, rispettose, alla mano. Fra di loro ci si sente in famiglia, per niente intimoriti.

E nemmeno sono stressati. Si fanno tranquillamente i fatti loro con lentezza e dedicazione. Non sembrano affatto schizzati. Tutto il contrario, a volte sembrano anche un pò eccessivamente lenti. Eccellente per chi vi va in vacanza. Per il lavoro, forse, fanno scappare la pazienza.

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Numerosi e belli i bar con i tavolini all’aperto sotto gli alberi e le tende.

Sono sempre al cellulare, addirittura più degli italiani. Segno che sono affabili, fra di loro.

Ci sono ragazze spettacolari. Mi dicono che non sia più così facile come anni fa, ma il panorama è delizioso. Ed anche avanzando negli anni resta il fascino. Perchè non sembrano freddi bistecconi come le slave classiche. L’apporto di sangue turco, greco, armeno, ecc, ecc ha scurito i colori e fortemente aumentato lo charme.

Sembrano affascinati dall’Italia. Le insegne dei negozi, i nomi dei prodotti, i piatti nei menu dei ristoranti moderni, gli elementi delle pubblicità sono molto spesso italiani. E quando sanno che lo sei si illuminano in volto. Chissa cosa gli hanno raccontato, poveri….

I prezzi sono molto, molto bassi ed uscendo dai circuiti più ovvi scendono ancor di più. Ma i servizi, gli alberghi, i ristoranti sono di eccellente livello e di alta professionalità. Quindi il rapporto qualità/prezzo è elevatissimo. E ciò non può che far piacere.

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Penne ai quattro formaggi in italiano, ma in cirillico.

Devono esser persone tolleranti. Si scoprono infatti zone a forte presenza di mussulmani che convivono in grande armonia con gli altri. Si vedono insieme veli e minigonne ed anche birra venduta davanti alla moschea. Un gran piacere.

Certo si vedono in giro degli investimenti che puzzano da lontano di ricicleggio e succede anche di trovare ristoranti riservati a cene con fuori macchinoni molto, molto dubbi. Addirittura una chiesa con “Messa Privata”. Ma, scagli la prima…..

Diffusissima la cultura dei bar all’aperto, con comode poltroncine, vasto spazio, bei tendoni ed alberi. Sempre con persone che conversano in tranquillità.

Le strade sembrano di decente livello e senza troppo traffico; di macchine vecchie non se ne vedono molte; la polizia poco visibile e di modi tranquilli. Qualche carretto con il cavallo, nelle zone rurali.

Eccetto un pò di borseggi non si hanno notizie di dani ai turisti.

Insomma, i Bulgari sembrano rovesciare agevolmente tutti i luoghi comuni e conquistare la mia stima e simpatia.

 

Il nostro debito con la Bulgaria

Ciliegie
Bellissime e buone. Sono bulgare!!

Ci son paesi che hanno sfortuna. Uno di questi è la Bulgaria. Eppure sarebbe anche in una buona posizione climatica, ben affacciata sul Mar Nero e dotata di belle pianure e ricche montagne.

Cominciò subito male, all’inizio della Storia con i Traci, che non ne vincevano una: si allearono prima con i Troiani e poi con i Persiani contro i Greci; dopo furono sottomessi dai Macedoni e poi dai Romani. Tanto che si parlava sempre molto male di loro. L’unico Trace simpatico fu lo schiavo rivoltato Spartaco, ma si sa come finì.

I Traci furono poi spazzati va dall’invasione degli slavi Bulgari che, però, non riuscirono mai ad essere a lungo indipendenti, occupati come furono dai Bizantini prima e dagli Ottomani poi.  Vi portarono distruzioni anche i Crociati e fra loro anche un Savoia, con la gentilezza che li contraddistingue fino ad oggi.

Si erano appena liberati dei Turchi che entrarono nell’orbita Sovietica.

In Italia i bulgari non hanno buona stampa. I detti “percentuali bulgare” o “elezioni bulgare” indicano una servile sottomissione ad un padrone dittatoriale. Poi venne anche l'”editto bulgaro” perchè proprio da Sofia, per l’appunto, Berlusconi licenziò Biagi, Santoro e Luttazzi.  Poi si sono specializzati con le truffe al Bancomat. Si ricorda anche come alle elezioni dopo la nuova indipendenza dall’Unione Sovietica, i bulgari abbiano eletto come Presidente della loro Repubblica l’ex-re. Per dire come erano confusi.

Si scambiano un pò con gli zingari e si pensa che siano i più rozzi ed incivili fra gli slavi, che pur non godono di molte simpatie, donne escluse, ma per più bassi motivi. E di fatti la Bulgaria, al pari della Romania, era terreno di caccia facile per gli sfigati italiani, ai tempi del comunismo.

E per finire, si è diffusa, ultimamente, l’idea che sia un luogo buono per i pensionati italiani di basse risorse. Vi farebbero, sembra, una vita migliore, grazie ai prezzi bassi. Una specie di ricovero per i poveri.

Insomma, un paese ed un popolo veramente poco stimato e fortunato. Per questo abbiamo un debito nei suoi confornti.

Il Viaggiatore Critico vi sta soggiornando e tratterà di restituire un pò di meritata dignità a questi Bulgari.