L’isola inaspettata molto vicino

Il traghetto da Lussini. Unico avenimento della giornata.

Il Viaggiatore Critico girovaga a lungo, come un cane da tartufi, spesso a vuoto. Ma a volte trova dei gioiellini che non immaginava. Allora è tutto contento e lo scrive.

In questa occasione il gioiellino è l’isola di Susak; in Croazia, ma molto a nord, vicinissima a Trieste. Vi si arriva prendendo un traghetto dall’Istria per l’isola di Cres; che si percorre per tutta la sua lunghezza fra bellissimi boschi fino ad arrivare alla seguente isola (collegata da un ponticello) di Lussini fermandosi nel villaggio di Lussin Piccolo (più grande del vicino Lussin Grande). Qua si lascia la macchina e si prende (spesso ad orari antelucani) un traghettino che vi porta a Susak.

Questa minuscola isoletta di 4 km quadrati con 120 abitanti ha molte caratteristiche che faranno la vostra gioia. Non ci sono macchine, solo qualche trattorino con il rimorchio per spostare le poche merci in arrivo. Il paese è semi abbandonato anche se si cerca di mantenerlo; una parte in alto ed una in basso, collegati da una scalinata che stronca. Non ci sono alberghi, ma solo delle case private ed una pensione; quindi la tranquillità è assicurata ed il sovraffollamento turistico che sfianca la Croazia è escluso. L’isola è da sempre stata veneziana e quindi tutti i vecchi e non pochi giovani ( se ne trovate) parlano in veneto come prima lingua. Vi è un solo miserello negozio, un forno, due bar ed un paio di posti dove si può mangiare (d’inverno nemmeno quelli). Dal momento che non c’e’ nulla le vostre vacanze saranno anche economiche. Vi è una cantina dove bere il vino locale.

Il paese alto di Susak, fra i rovi delle vecchie vigne. Sullo sfondo l’isola di Lussini.

Ma l’aspetto più interessante di Susak è il fatto che non è un’isola come tutte le altre croate: rocciosa, sassosa, riarsa, inospitale. Questa è miracolosamente fatta di terra, gialla e fertile. Il villaggetto si trova ad avere quindi una grande spiaggia di vera sabbia che degrada molto, molto lentamente in mare per la gioia dei bambini e delle loro mamme. Un tempo era tutta coltivata a vigneto, ormai in gran parte abbandonati, rinselvatichiti, invasi dai rovi, ma pur sempre presenti. Un pò di vino viene ancora fatto.  Si può quindi camminare tranquillamente in sandali per l’isola senza distruggersi i piedi come ovunque altrove in Dalmazia.

Susak è molto nota fra i croati; tristemente. Perchè è portata come esempio estremo di comunità isolata. Vi sono stati fatti molti studi e risulta che il grado di consaguineità è il più alto di tutto il paese. Ed in effetti vi sono molti problemi di salute fisica e mentale fra i suoi abitanti. E per quanto si cerchi di porre qualche rimedio si teme con ragione un prossimo spopolamento totale dell’isola. Negli anni ’60 chiuse una fabbrica di conserve di pesce e da quel momento la caduta sembra inarrestabile.

A sud di Lussini un’altra isolina con pochissimi abitanti: Ilovik

Ha senso andare in questo luogo? Sì e molto, credo io, perchè Susak è in qualche modo una metafora. E’ nel centro di una regione molto affollata (Venezia, Trieste, Fiume, Zara sono vicinissime) e fa parte della pulsante Croazia turistica, eppure è del tutto isolata, china su se stessa, morente per abbandono, per consunzione economica, per sfinimento genetico. L’animo del turista consapevole troverà in questa strana situazione materia di interessante riflessione.

Nel frattempo se ne può sapere di più leggendo quest’interessante articolo.