Tiblisi

IMG_20150826_151252Il Viaggiatore Critico non è certo che Tiblisi valga il viaggio. Ci ha passato qualche giorno prima e dopo il suo viaggio in Svanezia e ne è rimasto abbastanza colpito. Certo è un mondo ben interessante e complesso: crocevia e snodo di più mondi differenti, propaggine cristiana verso l’Islam. L’Armenia fu il primo paese a divenire cristiano, seguito dalla Georgia. Terra di guerrieri, mercanti e gente che dovette esser parecchio furba per non farsi schiacciare dai turchi o dai russi o dai persiani o dagli orientali.

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Un bell’esempio di tolleranza.

Terra anche ricca per i traffici o, in epoca sovietica, per esser stato l’unico paese dell’URSS produttore di vino e di frutta di tipo mediterraneo.

E in effetti Tiblisi è una città importante nei quartieri centrali, con viali, grandi costruzioni, una bella metropolitana. Nel centro vecchio sembra più mediorientale, con strade contorte, bazar, vecchie chiese. Sono bellissime certe foto antiche in cui la città sembra un vero e proprio mercato turco, affascinante. E infine vi è una zona, dietro il centro, dove ci sono le terme, naturali, ed allora sembra proprio di essere ad Istanbul.

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Il georgiano ha un suo alfabeto.

Sicurezza apparentemente totale, persone gentili, prezzi bassi. Solo un po’ di attenzione al solito vizio di salassare i turisti quando possibile. Una capatina senza troppo impegno vi può essere ragionevolmente fatta.

E’ invece un po’ deludente il vino georgiano. Le alcune prove fatte non hanno dato risultato degno di nota, con la sola eccezione del vino fermentato in anfora, che è anche presidio di Slow Food.

IMG_20150117_235944Se siete in zona vi consiglio, invece, la visita a Gori al Museo, con annessa casa natale, di Stalin. E’ un bel pezzo di storia.

Svanezia: cultura, turismo e gastronomia

(Continua da qua…)

IMG_20150830_133114A questo si aggiunge una ulteriore particolarità che rende, di fatto, la Svanezia una unicità mirabile. La valle principale è lunga molte decine di chilometri ed è di difficilissimo accesso soprattutto nella parte terminale, verso la pianura. Non si capisce cosa ci andassero a fare, nell’antichità. Ebbene, nella Svanezia c’era l’oro, nei fiumi, e ce n’era tanto. La pianura sottostante è l’antica Colchide e il mito del vello d’oro di Giasone nasce proprio dall’oro della Svanezia. Mirabile cosa: una regione che sembra persa ai confini del mondo in realtà era importante e conosciuta già dagli antiche greci; del resto il Mar Nero è vicino.

Questa ricchezza ed importanza hanno creato una civiltà peculiare alla Svanezia. Pur essendo intrinsecamente georgiano, il suo popolo ha una lingua propria, una cucina particolare, un bellissimo artigianato del legno (ormai abbandonato) e un orgoglio fierissimo. Anche troppo, a dir la verità: gli uomini mi son sembrati assai cafoni. Gradevolissime ed efficacissime, invece, le donne.

IMG_20150830_150726Civiltà montanara: ancora oggi si fa il fieno con la falce fienaia e lo si porta in paese sulle mulattiere con delle slitte tirate dai buoi. Si fa il formaggio e la grappa di frutta. Nei paesi girano cavalli, asini e mucche e si respira la fragranza delle loro fatte come avveniva decenni fa sulle Alpi, prima della stucchevole tirolesizzazione degli ultimi tempi. Le case sono grandi, a due piani, con molto legno e grandi terrazze aperte, a volte con delle cassapanche intagliate degne di un museo.
Da non perdere il bel museo della civiltà svaneta di Mestia.

IMG_20150902_182448I turisti sono quasi sempre trekkers: russi, nord europei, giapponesi (che non camminano), israeliani. Arrivano a Mestia e da lì partono diversi itinerari che arrivano fino a Ushguli ed oltre. Le possibilità sono diverse, ci sono varianti. Ci si può facilmente passare una settimana, di villaggio in villaggio, scavalcando i crinali fra le valli laterali. Chi cammina meno può percorrere in macchina il fondo valle ed arrivare comunque abbastanza lontano. Si può anche andare a cavallo.
Tutto è molto rustico e spartano; non ci sono alberghi se non a Mestia. Le case che offrono ospitalità sono spesso rudimentali: un solo bagno in fondo al cortile, ci si lava con l’acqua (fredda) che va a finire nell’abbeveratoio delle bestie, si dorme tutti insieme in camere molto alla meglio. Alcune case cominciano ad organizzasi e ad essere più accoglienti.
Difficile prenotare: camminando non si sa fin dove si arriverà la sera, complicato trovare i cellulari (che pur son diffusi) giusti ed ancor più difficile capirsi ( escluso qualche giovane che sa l’inglese, la lingua internazionale è il russo). Ho visto camminatori che non sapevano più come fare a trovar un letto.
Il costo per dormire e cenare va sui 25 euro a persona.

IMG_20150830_135828E mangiare è un altro, l’ennesimo, asso della Svenezia. Si mangia benissimo, nelle case dove si trova ospitalità. Non si sceglie: la padrona di casa mette in tavola una decina di pietanze diverse a suo estro. I piatti sono sempre più o meno gli stessi, ma ogni cuoca ha la sua mano. Il pane viene sempre fatto sul momento e sono focacce morbide; vi è poi l’immancabile cacciapuri (focaccia con il formaggio o altro dentro), tante melanzane a volte con una deliziosa crema di noci sopra, formaggio (spesso salato arrabbiato), fagioli, insalate varie, ceci, yoghurt, sciroppi casalinghi di frutta e tante altre cosine spesso molto buone. Quasi mai la carne. La Svanezia non produce vino, solo distillati di frutta.

Con una camminata assai lunga, di tutta una giornata, o con alcune ore di macchina molto robusta si può passare dalla Svanezia superiore a quella inferiore. Questa è una vallata molto meno aspra, più temperata, agricola e ricchissima di vegetazione. Turismo zero, bellissime case in campagne che possono offrire spartana accoglienza, ma ottimo cibo, per qualche giorno di oblio bucolico. Basta andare in giro a chiedere chi può ospitare. Del resto la Georgia è terra di scambi ed accogliere dei viandanti fa parte della sua cultura.

La Svanezia è un eccezionale mondo a parte, la cui visita è più che consigliatissima, anche se non siete camminatori.

Altre foto…

Svanezia: le case torri

(Viene da qua…)

IMG_20150831_150626Ma fino a qua ci si troverebbe semplicemente in un ambiente alpino come molti ce ne sono nel vasto mondo. La Svanezia, invece, aggiunge una peculiarità irripetibile: le case torri. Nei paesini che costellano le vallate, molte delle case hanno un corpo principale a cui si aggiunge una vera e propria torre di 4 o 5 piani. Venivano fatte fin dal medioevo ed attentamente mantenute fin quasi ad oggi a scopo difensivo. Non hanno porte al primo piano, ma solo al secondo; vi si arrivava con una scala a pioli che, dall’interno veniva ritirata; senza finestre per evitare le frecce incendiarie, ma solo con dei minuscoli pertugi per scrutare l’esterno. Degli archetti ornamentali al colmo. Alcune sono visitabili e si sale di piano in piano con delle temibili scalette precarissime. Sono ormai senza utilità, ma sono quasi tutte assai ben conservate, mentre molte delle case dei paesetti più isolate sono ormai abbandonate: l’emigrazione ha fatto danni enormi. E’ come se le torri fossero fatte in modo più solido delle case.

L’effetto è straordinario: si percorrono a piedi queste valli di boschi e pascoli sotto le cime rocciose e spuntano, uno dopo l’altro, questi minuscoli paesini dotati, ognuno, di 5, 10, 20 torri, forti ed imponenti. Medioevo assoluto.

IMG_20150901_091722Non è ben chiaro chi fossero i nemici da cui difendersi chiudendosi nelle torri. La versione “politica” direbbe che gli attacchi venivano dall’altra parte del Caucaso, dai russi; ma qua e là si sente e si legge che vi fossero scontri anche fra paesi, se non, addirittura, fra famiglie. Comunque ad ogni accenno di pericolo gli animali venivano mandati verso le montagne e la famiglia si rifugiava nella torre, dove venivano conservate le scorte alimentari. E lì dentro potevano resistere in totale tranquillità.

IMG_20150831_155733Quel po’ di turismo che arriva, quasi tutto pedestre, porta un po’ di lavoro. I viandanti hanno bisogno di dormire, mangiare, comprare un po’ di cibo per la tappa del giorno seguente. Hanno bisogno di guide e di cavalli per portare il bagaglio; alcuni anche di macchine che possano percorrere quelle poche e disastratissime strade. Gli svaneti trasferiti a Tiblisi o nelle altre città, tornano al villaggio durante l’estate, fanno l’orto, rimettono le case, accolgono i turisti; quei pochi che vi abitano tutto l’anno sono incentivati a restarvi. Una speranza di ricupero esiste, ma in certi villaggi ci sono solo due o tre case abitate, le altre in rovina.

(Continua…)

(Altre foto)

Formidabile Svanezia: le montagne

IMG_20150903_102737Il Viaggiatore Critico ha trovato, ben nascosto, un luogo incredibile, potentissimo, che consiglia con tutto il cuore. Il merito della scoperta va riconosciuto a Walden – Viaggi a piedi che mi ci ha portato con un trekking non facilissimo, ma nemmeno mortale.

Il luogo è piuttosto sconosciuto, pur essendo abbastanza vicino e facilmente accessibile a modesto prezzo da Roma o da Milano. La Svanezia è una regione nel nord-ovest della Georgia, sul Caucaso. Si tratta di una valle molto lunga (Svanezia superiore) risalente da ovest verso est con numerose valli minori sui lati ed una seconda valle parallela alla prima chiamata Svanezia inferiore. Il limite nord della valle della Svanezia superiore è il crinale del Caucaso che divide la Georgia dalla Russia, l’Europa dall’Asia, il mondo slavo da quello, variegatissimo, meridionale. Uno dei grandi confini del mondo, vi si respira la storia, grande emozione.

IMG_20150903_085439Del resto la Georgia, insieme all’Armenia è l’ultimo lembo culturale palesemente europeo verso il mondo asiatico e mussulmano. Interessantissimo osservare la mescolanza culturale che vi si è creata: maggiormente Europa della Turchia, pur più vicina a noi, ma con belle venature del mondo orientale. La religione è cristiana ortodossa, con grandi influenze greche. Regioni antiche, di passaggio, conflitto, scambio, il risultato è stato il crearsi, in Georgia, di una fortissima identità culturale che i georgiani hanno sempre difeso con le unghie e con i denti.

E la Svanezia, così ritirata e di difficile accesso è il cuore del cuore dell’anima Georgiana.

IMG_20150901_112741I paesaggi sono spettacolari: enormi montagne, ghiacciai imponenti, boschi, pascoli, strette valli, fiumi e ruscelli. Un quadro del tutto alpino, forte, aspro, ma con un aspetto nuovo, per gli italiani. Siamo abbastanza a sud e le montagne proteggono dal nord: quindi la vegetazione è molto più rigogliosa ed abbondante che sulle Alpi e si spinge a quote ben più elevate. Ad esempio, l’ultimo arbusto, in altitudine, è il rododendro: da noi è contorto, scuro, piccolo ed infelice; sul Caucaso è grande, verde, fogliuto e rigoglioso.
Questa meridionalità Georgiana provoca un fenomeno strano: il bosco arriva fino alla base dei ghiacciai e, addirittura, li accompagna lateralmente per un tratto. E’ bello vedere un maestoso ghiacciaio in mezzo al verde e non perso in un’arida sassaia come sulle Alpi. I ghiacciai sono numerosi ed alcuni sono facilmente raggiungibili.

Continua….

Altre foto…