Madeira, la gradevole.

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Il centro di Funchal.

Madeira è probabilmente un caso raro, se non unico, fra le grandi destinazioni turistiche.  Sono riusciti a fare un piccolo miracolo, al contrario del casino che hanno fatto gli spagnoli alle Canarie.

Madeira accoglie turisti da fine ‘800. Vi andò in esilio l’ultimo Imperatore di Austria-Ungheria, per dire che livello di persone la frequentavano, spesso arrivando con i loro yatchs lussuosi. Poi è divenuta una meta soprattutto per gli inglesi, e lo è ancora oggi. I rapporti fra l’Inghilterra e il Portogallo sono sempre stati molto intensi, tanto che il secondo è stato, per un certo tempo, una specie di colonia della prima. E, come si conviene, i riccotti inglesi andavano a passare l’inverno in quello che era divenuto un loro dominio o quasi.

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Alcuni percorsi lungo i canaletti sono in sicurezza, altri sono molto pericolosi.

L’unione delle culture portoghese e inglese ha dato un ibrido molto piacevole. I portoghesi, specie se isolani, come si vede alle Azzorre, sono piuttosti rozzi e nemmeno tanto simpatici. A contatto con gli inglesi, ricchi borghesi, si sono ingentiliti e son diventati accomodanti, non più rissosi ad ogni occasione. Il turismo, peraltro, ha portato lavoro e soldi e, come si sa, il benessere calma gli spiriti.

Certo, l’edilizia turistica ha fatto scempi, ma molto meno che alle Canarie o sulle coste spagnole e portoghesi. L’afflusso turistico a Madeira non è poi elevatissimo ed essendo ancora di possibilità economiche abbastanza alte richiede hotel meno grandi e meno invasivi.

L’isola è deliziosa: montuosissima, la faccia esposta a sud è semitropicale,

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La Laurisilva.

quella rivolta a nord è aspra, fredda, piovosissima. Per questo motivo ci sono numerosi canali che raccolgono l’acqua dove è disponibile (e quindi anche sulla faccia nord) e la portano, con lunghi percorsi, a tratti in gallerie percorribili, verso i paesi e campi della faccia a sud. Dei sentieri molto suggestivi accompagnano tali canaletti di acqua allegra.

Non è grande, ma è di geografia così erta, frastagliata e tormentata che percorrerla da un capo all’altro prende moltissime ore di curve, salite, discese e nausee per i più sensibili. Negli ultimi anni e grazie ai soliti fondi europei sono state costruite delle strade veloci, con molte gallerie, che facilitano la vita ai locali, ma tolgono un pò di poesia. Lo stesso aeroporto è parzialmente costruito su palafitte essendo stato impossibile trovare un sufficente spazio piano.

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La faccia nord….

Gli alberghi stanno a sud, le gite più belle si fanno a nord, al suo vento ed ai suoi flutti atlantici: siamo pur sempre nella Macaronesia. Intrigantissime le foreste di quella strana formazione vegetale chiamata laurisilva

La faccia a sud è molto più gentile e vi si passeggia sui lungomari, un pò da pensionati. Ristoranti con cucina internazionale-portoghese-inglese un pò insulsa. Frugando nelle pieghe del centro di Funchal, nella zona del mercato si trova anche qualcosa di portoghese verace, se questo vi attira. Numerosissimi i bar, generalmente gradevoli, fatti per far passae il tempo a chi ne ha molto e non ha molte altre cose da fare. Sale da tè per gli inglesi, sempre numerosissimi.

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… e quella sud.

Pare comunque che si astengano dal visitare Madeira quelle bande di giovani, ubriaconi ed insolenti, inglesi che fanno la gioia economica ed il disastro civile di Spagna e Grecia.

L’isola è così tropicale che produce canna da zucchero, rum e banane come fosse una piccola Sud America. Da ciò la sua ricchezza fin dal ‘500.

Carino il centro storico di Funchal, bella vista dalla funivia, robaccia da turisti la discesa con le slitte, da prendere gli autobus locali che vanno ai quattro angoli dell’isola. Da segnalare che vi è nato Cristiano Ronaldo e che vi ha fatto un suo museo?

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Ancora il nord.

Insomma, vi si passa una settimana non eccezionale, ma certo gradevolissima e piena di interessanti curiosità da vivere.