Bella e dura la vita del ciclista in Sardegna

A Carbonia la pista ciclabile più fiorita d’Italia.

Cosa può sognare di meglio un cicloturista che strade solitarie serpeggianti per disabitati e variati paesaggi di aspra natura o di meravigliosa costa? Assolutamente niente e qua sta il fascino della Sardegna in bicicletta.

Ma tanta meraviglia, mille volte consigliabile, ha il suo prezzo. Abbastanza alto.

La Sardegna è terra nervosa. Pianure poche, salite e discese tantissime. Il dislivello accumulato a fine giornata, grazie a mille salitelle, richiede gambe sicure: un continuo saliscendi.

Fra Chia e Budello, estremo sud.

La Sardegna è terra poco abitata ed arida: ci possono essere 20, 30 ed anche più chilometri fra un paese ed un altro e non ci sono case sparse o fontanelle. Bisogna avere abbastanza acqua ed un pò di cibo con se.

Per gli stessi motivi la viabilità sarda non favorisce il ciclista. In molti casi vi sono strade deserte, in altri non vi è una viabilità alternativa alle grandi vie di scorrimento rapido. Il ciclista si troverà quindi obbligato a percorrere assi a 4 corsie con camion che lo sorpassano a forte velocità. Pericolosissimo.

Si sa, la Sardegna è luogo ventoso. Il maestrale è il più temibile, ma ce ne sono molti altri che soffiano da tutte le direzioni, ma principalmente che vengono proprio da dove voi andate.

Sughereta.

E’ ancor più noto che la Sardegna è terra di greggi e di pastori e di formaggio. Tutto bene, se non che insieme a questi tre elementi ve n’e’ un quarto: i tremendi cani pastori che quando passate in bicicletta vicino al gregge che pascola a bordo strada vi si avventano alla caviglia lato pecore. Inconveniente gravissimo che vi fa stare all’erta tutto il tempo osservando il paesaggio alla ricerca delle greggi, come se foste un lupo affamato.

Il simpatico cagnolino convinto che volete rubargli le pecore.

Sarà per tutti questi motivi, ma il cicloturismo non è molto diffuso in Sardegna. Quindi sarete guardati con una certa meraviglia; la notorietà dell’eroe isolano Aru fa sì che questa meraviglia sia spesso benevola, ma non mancano coloro i quali si divertiranno a prendervi per il culo.

La Sardegna è regione militarizzata. Mille sono le basi dell’esercito italiano che vi scorrazza come in terra di conquista: sono numerosi i mezzi militari che percorrono le strade dell’isola. Deve essere stato dato un ordine, da un qualche generalissimo, secondo il quale tali mezzi devono suonare il clacson come disperati alla vista di un ciclista. Nessuno osa infrangere l’ordine. Se vi supera una colonna, ne uscite sordi. Alcuni autisti, particolarmente ligi, suonano anche quando vengono dalla direzione opposta.

Il cicloturista in Sardegna deve quindi mettere in conto di ritrovarsi a fine giornata, con le gambe dure come fossero di legno di noce, senz’acqua ed in crisi di fame, sull’ennesima salita, controvento, con un cane rabbioso che punta alla caviglia, un camion militare che suona come se ci fosse l’allarme atomico ed un automobilista che ti sfreccia a 10 cm ridendo di te.

Ma, nonostante tutto ciò, vale la pena andarci e ritornarci.

 

Un curioso modo di andare in Sardegna

Vi è un terzo modo di andare in Sardegna, oltre l’aereo ed i massificanti enormi traghetti. Una nave cargo parte da Marina di Carrara, tre volte a settimana, per andare a Cagliari.

La nave è molto grande, trasporta containers e rimorchi di camion, senza motrice. Dei trattori caricano  e scaricano i rimorchi, che poi verranno recuperati dagli autisti con le loro motrici. Quindi gli autisti non viaggiano sulla nave.

E’ una di quelle navi con il ponte principale basso e verso la poppa un castello fatto da 4 o 5 piani, dove trovano posto la plamcia di comando, gli alloggi per l’equipaggio ed i vari altri locali.

La nave è assai recente, bella, pulita, efficiente. Essenziale, non certo da crociere. La proprietà è danese, la gestione marittima e gli ufficiali sono scozzesi, l’equipaggio bulgaro, la gestione commerciale genovese. Il viaggio dura 24 ore.

Vengono accettati passeggeri con o senza auto. Mi è stata data una bella cabina, individuale, comoda, pulita, gradevole, con vasto bagno privato. Nel prezzo sono compresi i tre pasti che si consumano nelle 24 ore. La sala da pranzo dei passeggeri è accanto a quella dell’equipaggio, il cibo è lo stesso, a buffet libero. Nella sala da pranzo c’e’ un frigorifero dove i passeggeri si possono servire di bevande o di spuntini a loro volontà, durante tutto il viaggio. Purtroppo a bordo è proibito ed inesistente ogni traccia di alcool.

Durante il viaggio non c’e’ molto da fare: il wifi è gratuito, ma la televisione ha solo canali inglesi o romeni o bulgari. Vasta cineteca nelle stesse lingue. Un salottino dove leggere, un tavolo da ping pong sul ponte, vasti ponti nudi dove prendere il sole.

Eravamo solo tre passeggeri: il camionista di un trasporto speciale, un passeggero con auto ed io in bicicletta.

Per prenotare bisogna mandare una mail all’armatore e concordare il giorno ed il prezzo.

Tutto molto “vecchia maniera” e molto più piacevole dei viaggi classici.