Alessandria d’Egitto, abitandoci.

(Dal nostro corrispondente ad Alessandria d’Egitto, Giovanni Dottorini)

La nuova Biblioteca d’Alessandria (Renato Agostini – Wikimedia Commons)

La città si sviluppa longitudinalmente per più di 20 Km, stretta tra il mare e le lagune interne del delta del Nilo. Conta, con gli agglomerati satelliti, più di 6 milioni di abitanti. E’ la capitale dell’industria petrolchimica egiziana e si vede. C’è una enorme raffineria appena fuori della città verso El Alamein con associata una  laguna di fanghi rossi, mentre altre industrie petrolchimiche sono dislocate ad una ventina di chilometri sulla Desert Road che  porta al Cairo.

Paradossalmente le migliori spiagge (forse più belle di quelle della Sardegna) sano proprio verso El Alamein e Marsa Matruh (cioè in direzione della Libia) e quindi partono da dopo la raffineria.

(by Hajor Released under cc.by.sa and/or GFDL. Wiki commons)

Ma prima delle spiagge, appena passata la raffineria c’è una enorme discarica, gestita alla vecchia maniera,  in cui si bruciano, generalmente il giovedì ed il venerdi, enormi quantità di rifiuti. Quando il vento tira da ovest il fumo degli incendi della discarica si sommano a quelli della raffineria e si riversano sulla città.

Per contro gli scarichi industriali ed urbani, vengono generalmente riversati nelle lagune interne e quindi il mare anche in città non è eccessivamente inquinato. Queste lagune poi, essendo sede di vegetazione, generalmente canneti, hanno un certo effetto biodigestivo sui liquami urbani. Quindi aria molto inquinata dalle emissioni industriali, dalla combustione dei rifiuti e dal caotico traffico, ma mare non eccessivamente sporco neanche in città.

La parte storica si snoda intorno al vecchio golfo di Alessandria (circa 4 chilometri) che parte dal castello sulla punta esterna del golfo e va  fino alla Biblioteca. Vi sono dei begli edifici di epoca coloniale, generalmente mal tenuti e con gli intonaci esterni che cadono a pezzi, però sono testimonianza di un passato molto diverso dall’attuale, quando la città era sede di importanti attività commerciali ed abitata da comunità straniere numerose come quella italiana, quella francese, quella greca.

Il golfo. (By Roland Unger, Wikimedia Commons)

Di quell’epoca si vedono ancora in uso i tram urbani la cui velocità media è, in alcuni punti ed in alcuni momenti di traffico intenso, meno di 1 km all’ora. Infatti gli alessandrini dicono che questi tram li prendono solo i pensionati che occupano il loro molto tempo libero facendo il giro di Alessandria con  ½ Pound ( 2,5 centesimi  di euro). Comunque sono da provare, perché sono unici, ancora hanno il bigliettaio. Ma vi è anche una linea di tramvia moderna in senso est-ovest.

La parte centrale della città, lungo il vecchio golfo, è divisa in due zone: una più ricca, vicino al mare, ed una più popolare verso l’interno. La prima ha una profondità di alcune centinaia di metri rispetto al mare. Tutta quest’area è anche un’enorme area commerciale, con negozi di tutti tipi, dove gli alessandrini vanno a fare spesa; anche se i nuovi centri commerciali attirano la clientela più moderna, ricca, occidentalizzata.

I funerali di Vittorio Emanuele III si svolsero ad Alessandria d’Egitto, nel 1947. (Di sconosciuto, Wikimedia Commons)

Dietro la fascia nobile c’è la zona popolare, con i vicoli degli artigiani, i negozietti ed i palazzi popolari, compresi quelli nati con l’ultima ondata di speculazione immobiliare dei tempi del governo dei Fratelli Mussulmani e che ha completamente sconvolto il tessuto urbano coloniale. Sono immobili alti anche 20 piani ma di base molto piccola; sembrano sfide alla statica. Inoltre i costruttori li vendono allo stadio “rustico”: senza intonaco, infissi, rivestimenti. In questo modo il prezzo è molto inferiore e le famiglie sono incentivate ad acquistare. Poi, con comodo, faranno le rifiniture. Ma ciò da alla città un aspetto di cantiere bombardato.

Comunque, se si vuole vedere come ”funziona” una città araba tradizionale, bisogna fare un giro per questa parte e magari fermarsi a prendere un caffè turco in uno dei numerosi caffè che ci sono lungo le strade. Tenete conto che ad Alessandria si fuma dappertutto e soprattutto nei caffè e nei ristoranti. Gli Egiziani fumano il Narghilé, quindi preparatevi a respirare questi aromi chimici che girano nell’aria. In teoria ci sono zone per non fumatori, ma sono generalmente dei tavoli e non delle aree separate, quindi di fatto è come se non ci fossero.

Girando per i vicoli e per il souk di quest’area, vedrete l’area dei carrozzieri e l’area dei falegnami, che fanno mobili e poltrone in stile barocco. Incontrerete anche negozi d’antiquariato, dove potete trovare oggetti interessanti non voluminosi a buon prezzo (ma attenzione alle patacche). Spostandovi verso il mare e tornando nella zona più ricca trovate negozi d’abbigliamento, di telefonini, di cancelleria, casalinghi, di scarpe, etc. ed anche dei buoni caffè pasticcerie e dei buoni ristoranti egiziani. Se capitate ad Alessandria un giro per il quartiere va fatto.

Passando all’Alessandria storica, ancora si conservano alcune rovine dell’epoche faraonica, greco-romana e bizantina. Ma niente di eccezionale, non c’è più il famoso faro e neanche il suo basamento. Tenuto conto dell’importanza che la città ha avuto nel passato, i resti delle varie epoche sono frammentari, in genere poco valorizzati e tenuti anche male. Insomma se si deve andare ad Alessandria per riscoprire le vestigia del suo glorioso passato, si resterà delusi ed è meglio lasciar perdere.

Di epoca araba c’è il castello, ora ricostruito sulla punta del golfo, che vale una visita se non altro perché si ha una bella vista sul golfo, ma intorno è tutto abbastanza trascurato e sporco. Poi c’è la maestosa moschea di Al Mursi che vale ampiamente la visita.

La famosa biblioteca è ora ospitata in un edificio avveniristico recentemente costruito; all’interno ha una sezione dedicata ai manoscritti antichi. L’edificio merita la visita se non altro per l’immensa fama che ebbe nell’antichità. Questo è un luogo centralissimo della nostra cultura.

Concludendo, non vale la pena dedicare dei giorni del vostro viaggio alla visita di Alessandria. Può forse essere consigliabile una visita in giornata, con il treno, dal Cairo. In un giorno si può visitare la Biblioteca e si fa in tempo anche a visitare il castello, la moschea, il teatro romano, il quartiere centrale. Per poi riprendere il treno e tornare al Cairo.

Il treno di giorno dal Cairo a Luxor.

Il turista non intruppato che è arrivato al Cairo e intende recarsi a Luxor a vedere le numerose rovine di un tempo antico, lo vorrebbe fare, presumibilmente, in treno e di giorno, in modo da osservare, sia pure in velocità, la famosissima valle del Nilo.

Pessima idea, l’impresa è ardua.

In effetti le autoritarie Autorità egiziane hanno deciso che i viaggiatori stranieri possono viaggiare su quella linea, in treno, solo di notte. Di giorno ciò non è possibile, forse per motivi di sicurezza. L’Egitto è complicato.

La cosa pare incredibile, ma è proprio così.

Le numerose Agenzie turisitiche di Piazza Tahir o quelle dei grandi alberghi non vendono biglietti agli stranieri per quella linea, di giorno. Di notte, quanti ne volete, su un treno speciale, turistico, bello e caro che parte la sera dal Cairo ed arriva la mattina a Luxor.

Il turista si reca quindi alla stazione ferroviaria del Cairo (la stazione Ramses) e cerca lo sportello, pronto anche a corrompore pur di avere quel biglietto.

Altra pessima idea.

Infatti tale stazione è abbastanza labirintica ed esistono biglietterie diverse per le diverse destinazioni e sportelli diversi per egiziani o stranieri ed anche per le diverse classi dei treni e, ovviamente, file diverse per uomini e donne. Tutto posto in locali diversi, anche lontani uno dall’altro. Prima di capire tutto ciò se ne va una buona ora. Una volta trovata la fila di genere appropriato per i treni diurni che vanno a Luxor di prima o seconda o terza classe, la si fa. Ma giunti dal bigliettaio, costui si rifiuta categoricamente di darvi il biglietto mandandovi allo sportello per i treni notturni degli stranieri. E nessun egiziano in fila si vuol prestare a comprare i biglietti per voi. La cosa è complicata dal fatto che i biglietti non vengono posti in vendita tutti insieme, ma a lotti. Quindi è possibile che in quel momento siano esauriti per la data che vi interessa ma che la mattina seguente ve ne siano di disponibili.

Va da se che tutto ciò avviene in mezzo ad una folla in movimento, preoccupata ed agitata dal fatto di partire e mediamente arrabbiata contro le Ferrovie Egiziane. Fortunatamente gli egiziani sono abbastanza gentili e si prestano ad ascoltarvi, se non hanno di meglio da fare. Purtroppo la faccenda è talmente complicata che anche loro si perdono e possono poco aiutarvi.

Il turista, a questo punto, è vinto e si abbandona alla depressione. L’unico aspetto positivo è che ha visto il grande tabellone luminoso con gli orari, fortunatamente scritto anche in caratteri latini, e sa ormai gli orari, le destinazioni ed i tipi di treno. Accarezza quindi l’idea di presentarsi all’ora adeguata alla stazione, di salire sull’agognato treno e di stare a vedere gli eventi: mica mi butteranno di sotto, pensa, sfidante l’Autorità.

A questo punto interviene il miracoloso sito web del passeggero del posto 61, completissimo e che spiega come fare. Basta semplicemente acquistare il biglietto on-line sul sito delle Ferrovie egiziane. Il formulario di acquisto, anche in inglese, è pensato per gli egiziani e richiede il numero della carta d’identità; basta mettere quello del passaporto, l’accetta. Stessa cosa per l’indirizzo, mettendo quello dell’albergo del cairo. Naturalmente si può scegliere l’orario e la classe. E tutti i problemi si risolvono. Avrete il vostro biglietto e viaggerete tranquillissimi.