La ciclovia della Drava.

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Indicazioni a volte contaddittorie.

Non vi è piacere maggiore per un viaggiatore che farlo in bicicletta. La sensazione di libertà è infinita, il contatto con il mondo è totale, il piacere del viaggio è moltiplicato. In alcune occasioni questo è ancora più vero: quando si viaggia su vie riservate alle biciclette eliminando il fastidio ed il pericolo del traffico. Di tali ciclovie che spesso discendono valli seguendo il corso del loro fiume ve ne sono di famose: la Drava, il Danubio…

La Ciclovia della Drava si può far partire da Dobbiaco, al confine fra Italia ed Austria. Si potrebbe anche partire da Bressanone dove una sedicente pista ciclabile porta fino a Dobbiaco in un sessantina di km. Ma questa pista è del tutto sconsigliabile in quanto mal ricavata da stradette vicinali e da passaggi raffazzonati con brusche curve e passaggi difficili e pericolosi. Si attraversa inoltre una zona in cui gli abitanti, pur costando un occhio al resto del paese fanno finta di non parlare l’italiano. Meglio lasciarli perdere e cominciare a Dobbiaco entrando rapidamente in Austria, dove sono generalmente più gentili ed i prezzi son migliori.

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Il folclore un pò stantio degli austriaci vi accompagnerà simpaticamente.

In 360 km, seguendo la Drava si arriva a Maribor, in Slovenia.

Il tragitto, fluido e ben disegnato, è tutto su piste ciclabili o su strade vicinali; molto spesso sugli argini del fiume. Asfaltato o con fondo naturale, ma di ottima qualità. Un viaggio così non è certo da farsi su una bicicletta da corsa, ma una da trek va benissimo, non è affatto necessaria la MTB.

Il percorso di chiama Drauradweg dove Drau è la Drava, rad la bicicletta e weg il percorso. La segnaletica abbonda, anche se i cartelli sono un pò piccoli e a qualche svolta succede di non vederli e di dover tornare indietro. Un pò meno frequenti in Slovenia.

Molto suggestiva la prima cinquantina di km, fra le montagna, poi diventa un pò monotono. Poche le salite, per evitare dei punti dove il fiume è incassato fra le rocce. Questa prima parte è più affollata in quanto molti affittano la bicicletta a Dobbiaco, scendono quasi senza pedalare fino a Lienz e poi tornano su in treno. Ciò è poco serio, bisogna continuare.

Di Emes http://www.gnu.org/ Wikimedia Commons

Grande abbondanza sia di ciclisti che di bar, ristoranti, alberghetti a loro dedicati. Non vi è timore di non trovare dove mangiare, dormire o farsi delle belle birre. Fontanelle non rare lungo il percorso, non è necessario comprare l’acqua nei negozi o nei bar. Un pò meno facile in Slovenia. Prezzi, ovunque, da ciclisti, che, come si sa, son parchi nello spendere.

Si attraversano gradevoli cittadine dove fermarsi oppure no. Tutto nel tipico stile austriaco, un pò frufru, ma sempre gradevole.

Bellissima esperienza, consigliabilissima, nessuna difficoltà.